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Dal primo aprile 2010
137.635
persone hanno visitato la villa

Stagione concertistica 2010

Villa Carlotta è nel circuito di:



I Sommariva

Ritratto di  Giovan Battista Sommariva
Ritratto di Giovan Battista Sommariv

Luigi Acquisti,
Ritratto di Giovan Battista Sommariva,
marmo di carrara, 1804

Gian Battista Sommariva (1760-1826) è uno degli uomini nuovi emersi dopo la rivoluzione francese, in un'epoca di profondi rivolgimenti politici e sociali.
Nato probabilmente a Sant'Angelo Lodigiano da famiglia contadina, riesce grazie ad un benefattore a laurearsi in legge, esercita per qualche tempo la professione a Lodi, si sposa, ha due figli; poi, verso il 1796, si trasferisce a Milano e intraprende la carriera politica con successo e pochi scrupoli: fa parte della municipalità, rappresenta la Lombardia al Congresso di Reggio e diviene segretario generale del direttorio della Repubblica Cisalpina.
Al sopraggiungere degli Austriaci nel '99, ripara all'estero.
A Parigi si fa amici influenti, tra cui Napoleone Bonaparte, ritorna a Milano al rientro dei Francesi ed entra a far parte della Commissione straordinaria di Governo e della Consulta durante la seconda Repubblica Cisalpina.
In questi anni accumula ingenti ricchezze, compera un palazzo a Parigi e la villa di Tremezzo, viene nominato conte e poi marchese.
Al formarsi della repubblica italiana nel 1802, spera di diventarne il vicepresidente; gli è invece preferito Francesco Melzi, suo grande rivale, e la sua carriera politica viene bruscamente interrotta.

Veduta di Villa Sommariva dal lago
Veduta di Villa Sommariva dal lago

Giuseppe Bisi, Veduta di Villa Sommariva dal lago, olio su tela, 1823

Come massima forma di rivincita sociale, decide di divenire collezionista d'arte, trasformando la villa di Tremezzo in un vero museo; grazie agli ingenti mezzi finanziari abbellisce le sale dell'edificio con opere d'arte antiche e moderne, di pittura e di scultura che attirano visitatori illustri da ogni parte d'Europa.
Il 1826 è l'anno della morte di Sommariva; dei suoi due figli, Emilio è già morto nel 1811 combattendo in Spagna; Luigi, naturalizzato francese, eredita i beni paterni, ma sopravvive al padre solo due anni, lasciando la moglie Emilia Seilliére, discendente di una nobile famiglia francese.
L'enorme ricchezza dei Sommariva, compresa la villa, passa ai parenti che in breve tempo si disfano di ogni cosa.
Emilia rimane a Tremezzo, in una residenza più modesta, raccoglie i ricordi di famiglia, istituisce opere di bene; della villa riesce a riservarsi solo la proprietà della cappella, che destina a luogo di sepoltura della famiglia.