Il Fregio di Thorvaldsen

Un ingresso trionfale

Sono direttamente l’artista e il suo committente ad introdurci alla scoperta del fregio “L’ingresso di Alessandro Magno in Babilonia”, eseguito a Roma tra il 1818 e il 1828 da Bertel Thorvaldsen in marmo di Carrara: nella formella che chiude un lato della composizione lo scultore danese si raffigura nell’atto di presentare a Giovanni Battista Sommariva, il proprietario della villa di Tremezzo, la grande opera appena completata, destinata al Salone dei marmi.

Il fregio narra l’ingresso trionfale di Alessandro Magno a Babilonia alla testa dell’esercito macedone, ispirandosi a grandi capolavori della scultura antica come i rilievi del Partenone di Atene e la Colonna Traiana di Roma. E’ concepito come l’incontro tra due cortei che convergono verso il centro, cioè verso la figura di Alessandro Magno che avanza sul carro guidato dalla Vittoria, seguito dal suo celebre destriero Bucefalo e dai suoi soldati carichi di bottino. Di fronte al condottiero la figura allegorica della Pace, riconoscibile dal ramo di ulivo, precede il popolo e i governanti di Babilonia, che offrono i loro doni (cavalli, leoni, pantere…) al vincitore, mentre danzatrici spargono fiori in suo onore.

Il fregio, una cui prima versione in stucco era stata realizzata per il palazzo del Quirinale a Roma, è uno dei massimi capolavori della scultura europea dell’Ottocento.

“Ti parlerò poi in persona rapporto al portentoso bassorilievo di questo Fidia-Thorvaldsen. Vorrei sperare che fosse il miglior contratto che io abbia mai fatto in tale materia, anche in via di speculazione”

Giovanni Battista Sommariva al figlio Luigi. Roma, 9 marzo 1818

Cronologia

1809 Napoleone annuncia di volersi recare a Roma per una seconda incoronazione in San Pietro

1811 Thorvaldsen riceve la commissione per la decorazione scultorea da collocare nel Salone d'Onore del Quirinale

1812 Thorvaldsen lavora al fregio da marzo a novembre

1818 In seguito alla caduta di Napoleone , una seconda versione del fregio da lui commissionata rimane incompiuta e pagata solo a metà. Sommariva paga la quota rimanente e acquista l'opera per la sua villa sul lago

1829 Le 33 lastre del fregio vengono tutte messe in posa e i lavori vengono conclusi da Luigi Sommariva

1838 Thorvaldsen conclude una nuova versione del fregio per il palazzo reale di Copenaghen

Risorse per approfondire

Guida al Fregio di Thorvaldsen

Scarica, stampa e porta con te questo pdf. Una guida approfondita alle 10 formelle di cui è composto il fregio, con tutti i riferimenti ai fatti storici necessari per capire.

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IL contratto

“Io infrascritto Bertel Thorvaldsen mi obligo d’eseguire in Marmo Statuario della prima qualità per Sua Eccellenza il Signor Cavaliere Sommariva l’Ingresso d’Alessandro in Babilonia diviso in quattro facciate, cioè: le due più grandi della longhezza di Palmi 43 per ciascheduno (pari a 8,6 metri), e l’altre due di Palmi 37½ ognuno (pari a 8,3 metri); quale io prometto di cominciarlo subito, e di proseguirlo sino al suo termine. Riconoscendo io nella Persona del Signor Cavaliere Sommariva il mio Mecenate, che mi ha dato la desiderata occasione di eseguire questa mia opera, riguardata da me come uno dei miei migliori lavori.”
Roma, 1° gennaio 1818

Christoffer Wilhelm Eckersberg, "Ritratto di Thorvaldsen davanti al Fregio di Alessandro", 1814. Nel 1814, mentre si trovava a Roma, il pittore danese Christoffer Wilhelm Eckersberg (1783-1853) dipinse uno dei ritratti più celebri di Bertel Thorvaldsen, a cui era legato da uno stretto rapporto di amicizia. Lo raffigurò all’interno del suo studio, con indosso l’abito degli artisti ammessi all’Accademia romana di San Luca, una delle istituzioni artistiche più antiche e prestigiose d’Europa. Il fatto che Thorvaldsen abbia scelto di farsi ritrarre davanti a uno dei gessi del Fregio di Alessandro che conservava nello studio, quello con Alessandro sul carro guidato dalla Vittoria, dimostra come considerasse quest’opera come il suo capolavoro e volesse affidare ad essa l’immagine della sua arte. In questa sala è esposta una litografia a colori che riproduce il ritratto di Eckesberg conservato a Copenhagen.

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