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Villa Carlotta
Storia
I CLERICI
La villa venne edificata intorno al 1690 per volere del marchese Giorgio II Clerici; la famiglia Clerici, originaria probabilmente della zona, si era straordinariamente arricchita grazie alle attività di Giorgio I e dei figli: Pietro Antonio, che ottiene il titolo di marchese, e Carlo, che lascerà al figlio  Giorgio II palazzi, ricchezze e una posizione sociale di rilievo.

Senatore dal 1684 e nel 1717 presidente del Senato, Giorgio II concepì la villa di Tremezzo come manifesto del successo famigliare.

Per mancanza di parenti prossimi, a Giorgio II successe il pronipote, Antonio Giorgio, che ereditò a ventun anni la grande fortuna del bisnonno e che terminò l'edificazione della villa.

Antonio Giorgio, marchese di Cavenago, barone di Sozzago, cavaliere del Toson d'oro e patrizio milanese, fu un personaggio affascinante: estroso, generoso, prodigo, dissipatore, erede di una fortuna colossale, proprietario di un reggimento di fanteria mantenuto a proprie spese, fu protagonista di un fasto da leggenda. Committente di artisti famosi, tra cui il Tiepolo, morì nel 1768, avendo ormai dissestato il suo patrimonio.

I beni rimasti passarono a un ramo cadetto della famiglia; la villa di Tremezzo invece giunse all'unica figlia, Claudia, sposa del conte Vitaliano Bigli, che la vendette nel 1801 a Gian Battista Sommariva.


I SOMMARIVA

Gian Battista Sommariva (1760-1826) è uno degli uomini nuovi emersi dopo la rivoluzione francese, in un'epoca di profondi rivolgimenti politici e sociali. Nato a Sant'Angelo Lodigiano, laureatosi in legge, esercitò per qualche tempo la professione a Lodi; verso il 1796, si trasferì a Milano per intraprendere la carriera politica con successo e pochi scrupoli: fece parte della municipalità, rappresentò la Lombardia al Congresso di Reggio e divenne segretario generale del direttorio della Repubblica Cisalpina. Al sopraggiungere degli Austriaci nel '99, riparò in Francia, dove coltivò amicizie importanti, come quella con Napoleone Bonaparte. 

Ritornò a Milano al rientro dei Francesi ed entrò a far parte della Commissione straordinaria di Governo e della Consulta durante la seconda Repubblica Cisalpina. In questi anni accumulò ingenti ricchezze, venne nominato conte e poi marchese. Al nascere della repubblica italiana nel 1802, confidava di diventarne il vicepresidente; gli fu invece preferito Francesco Melzi, suo grande rivale, e la sua carriera politica venne bruscamente interrotta. Come massima forma di rivincita sociale, decise di divenire collezionista d'arte, trasformando la villa di Tremezzo in un vero museo con opere d'arte antiche e moderne, di pittura e di scultura che attiravano visitatori illustri da ogni parte d'Europa. 

Alla sua morte l'unico figlio sopravvissutogli, Luigi, naturalizzato francese, ereditò i beni paterni. Prematuramente scomparso senza discendenti Luigi lasciò il proprio patrimonio alla moglie Emilia Seillère, di nobile famiglia francese, ed ai parenti secondari.



I SASSONIA MEININGEN

A seguito delle vicissitudini che colpirono la famiglia Sommariva, nel 1844 la villa di Tremezzo venne ceduta, con quel poco che rimaneva della celebre raccolta d'arte ottocentesca, alla principessa Marianna di Nassau, moglie del principe Alberto di Prussia per il prezzo di 780.000 lire. L'intera proprietà venne donata dalla coppia alla figlia Carlotta in occasione delle nozze con il principe ereditario di Sassonia Meiningen, il duca Giorgio II. 

Giorgio, nato a Meiningen nel 1826, era un uomo colto e dai molteplici interessi; profondamente appassionato di belle arti e artista egli stesso, amante della musica, studioso di storia e letteratura, mecenate del teatro; egli aveva conosciuto Carlotta, nata a Berlino nel 1831 - giovane intelligente, molto dotata per la musica, interessata, come lui, al teatro - e se ne era presto innamorato. Quello che le cronache dell'epoca non esitano a definire un matrimonio d'amore - lontano dalle logiche di potere e di palazzo - venne celebrato, dopo un breve fidanzamento, il 18 maggio 1850.

Dopo quattro anni felici e allietati dalla nascita di tre figli, nel 1855 Carlotta morì prematuramente. Nel testamento la sfortunata principessa lasciò in eredità la villa di Tremezzo al marito, che sempre se ne occupò con grande cura. Giorgio decise di risposarsi in tempi brevi, se non altro per poter affiancare ai figli una nuova figura materna; la scelta cadde su una cugina, Fedora di Hohenlohe-Langenburg. Dopo la morte di Fedora, Giorgio si sposò, nel 1873, una terza volta, ma morganaticamente, con l'attrice Ellen Franz. Questa scelta non fu condivisa né dalla famiglia, né da molti regnanti europei; la nuova coppia tuttavia fu molto amata dai propri sudditi. Giorgio morì nel 1914.